Sullo yoga

Dobbiamo ammetterlo, la vita è dura. Ed è sempre stata dura, ma gli yogi dell’antichità sapevano che sarebbe ulteriormente peggiorata. Previdero il degrado di vita e società umana che compararono ad un tavolo che gradualmente perde ognuna delle sue quattro gambe. L’ultima fase di questo degrado, il tavolo con una sola gamba, la chiamarono “kaliyuga”.

Guarda le notizie questa sera, o fermati per un momento a considerare la schiavitù, quasi universale, al consumismo. Si può trattare di kaliyuga?

Se si tratta davvero di kaliyuga qual’è il prossimo passo? E’ possibile riparare il tavolo con una gamba sola?

I “buoni” possono tentare di cambiare il mondo donando per beneficenza, riutilizzando le sporte per la spesa e votando per presidenti dall’aspetto amichevole, nella speranza di alleggerire tutto il male che i “cattivi” producono.

Oppure, potremmo raggiungere un accordo legato al fatto che il disequilibrio che vediamo intorno a noi è solo il riflesso del disequilibrio che è all’interno di noi stessi.

Il cambiamento può avvenire solo dall’interno. E si, credo fermamente che puoi fare molto di più per il presente e futuro dell’umanità se scegli di rimanere a casa e lavorare sul tuo disequilibrio interno, piuttosto che volare attraverso mezzo globo per estrarre le vittime dalle macerie di un terremoto (benché si tratti di una operazione che comunque deve essere svolta).

Si rumoreggia che qualcosa accadrà presto. I saggi uomini di Hollywood potrebbero farci visualizzare ogni sorta di terribile catastrofe durante il sempre più mormorato 2012. Ma molte altre sorgenti suggeriscono una imminente evoluzione della consapevolezza, un balzo in avanti nella condizione umana, che non sarà semplice da accettare, ma porterà un autentico cambiamento del mondo.

Così gli yogi dell’antichità sapevano che la vita non è semplice, e predissero kaliyuga, ovvero la sua fase più dura.

E’ questa la ragione per cui trovo inaccettabile che una “pratica” così potente, capace di operare su corpo, mente e respiro, sia stata pensata unicamente per darci l’occasione di estenderci in una qualsiasi elegante posizione quando siamo stressati e così rilassarci (magari, posando per una foto se ci siamo esercitati per anni nella medesima posizione).

Ma lo yoga è molto più di questo. Gli yogi dell’antichità sapevano che la vita sarebbe diventata più dura, e compresero che l’unica via al cambiamento sarebbe maturata dall’interno. E si, lavoriamo sulle diverse posizioni; pratichiamo gli esercizi di respirazione; cantiamo e meditiamo, ma ad una condizione: attraverso lo yoga ci colleghiamo alla nostra consapevolezza per poi lasciarci guidare a prescindere da ciò che accade. Nel contesto attuale questo è, fondamentalmente, l’unico obiettivo coerente della pratica yoga.